SALUZZO (CN). Chiesa di San Giovanni, Cappella del Rosario, trittico della Madonna del Rosario.

Descrizione:

Nella chiesa saluzzese di San Giovanni, la seconda cappella della navata sinistra è detta Cappella del Rosario e fu eretta nel XVI secolo su progetto di Giovenale Boetto e poi rimaneggiata nel 1660. Ha una cupola ottagonale, stucchi, e la volta affrescata da Giovanni Claret; negli archi laterali sono raffigurati, a sinistra, uno scontro tra cavalieri e, a destra, la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571; la vittoria, secondo la tradizione, avvenne per intercessione della Madonna invocata con il Rosario; poi papa Gregorio XIII istituì in quella data la festa della Madonna del Rosario).
La cappella fu commissionata dal marchese Francesco Del Vasto di Saluzzo (1498 – 1537) «per esaudire il voto formulato dal padre Ludovico II (1438-1504) durante l’assedio di Saluzzo del 1487» (Caldera, 2008, p. 247).
Imponente, sulla parete di fondo, una macchina d’altare di legno dorato attribuita alla bottega dei Botto che ha come tema fondamentale la “salvezza” della città che si inserisce nella più ampia storia della salvezza cristiana (illustrata dai personaggi biblici raffigurati).
L’opera è divisa in tre parti da quattro grandi colonne tortili dorate che, dal basamento, salgono a sorreggere la trabeazione interrotta da un riquadro con un altorilievo ligneo che raffigura la visione di san Domenico che riceve il Rosario dalla Vergine. Sulla sommità, le statue lignee, a sinistra, di Davide con l’arpa e, a destra, di Mosè con le tavole della Legge.
image003saluzzo partLa macchina d’altare ospita centralmente il trittico, datato 1535 e firmato da Pascale Oddone.
Il pannello centrale raffigura la Madonna del Rosario tra san Giovanni Battista (a sinistra) e san Domenico; in basso un gruppo di fedeli oranti tra cui sono riconoscibili il marchese Francesco, a sinistra con un gruppo di uomini del seguito e, a destra, sua moglie Margherita di Roucy e le sue dame; i personaggi sono ben definiti nei tratti somatici.
La Vergine, con in braccio il Bambino, è sollevata da terra e appoggia i piedi su teste di angioletti; indossa un prezioso mantello aperto sopra il gruppo di fedeli, richiamando così l’iconografia della Madonna della Misericordia. Sia la Vergine che il Bambino recano in mano una corona del Rosario. Da notare che è rappresentata secondo una tradizione dell’epoca, cioè formata da 10 decine e terminante con una nappa (solo successivamente la forma si stabilizzerà con 5 decine e una catenella finale con cinque grani e il Crocifisso).
Il dipinto è contornato da 15 tondi o ovali che illustrano i Misteri del Rosario: 5 a sinistra e altrettanti a destra in verticale, al di sopra, nell’arco, gli altri cinque di forma ovale.
Il pannello di sinistra del trittico rappresenta Giuditta che tiene in mano la testa di Oloferne, quello di destra Ester davanti ad Assuero; i due pannelli sono richiudibili e nella parte posteriore è raffigurata l’Annunciazione.
Il dipinto centrale della predella è un ex-voto che rappresenta Saluzzo assediata dalle truppe di Carlo I di Savoia nel 1487. In cielo, le figure di Maria e del beato Stefano Bandelli (domenicano, 1369-1450, che da allora diventò il secondo patrono di Saluzzo, dopo san Chiaffredo), che benedicono la città. Oddone raffigurò così la visione che, secondo la tradizione, ebbero i saluzzesi, i quali ritennero che la liberazione dall’asssedio fosse avvenuta grazie alla loro intercessione e ai rosari recitati.

La chiesa del convento di San Govanni, ha una secolare storia per la quale si rimanda a:
http://archeocarta.org/saluzzo-cn-chiesa-e-convento-di-san-giovanni/

Bibliografia:
– Caldera M., in Allemano R.; Damiano S.; Galante garone G. (a cura di), Arte nel territorio della Diocesi di Saluzzo, L’Artistica editrice, Savigliano CN 2008

Rilevatore: Angela Crosta, Aprile 2019